Tratto da
Fai la nanna bambola
di
Artie Holland


…Lei si mosse. Era vestita di nero. Sorrideva e aveva un paio d’occhi grandi e verdi come semafori in una faccia bianca e opaca come carta assorbente… S’era incantato a guardarla e quando la vide per un momento di profilo gli venne in mente chi gli ricordava: Nefertiti, la più bella regina dell’antichità.
-Scusate. Mi ero distratto. Stavo dicendo che debbo fare un regalo a una persona ma deve essere un regalo particolare. Cosa mi consigliate?
Lei alzò appena un sopracciglio:
-Dipende da quanto volete spendere.
-Se la cosa mi va non faccio storie per il prezzo.
-Quand’è così…
Scivolò leggera e silenziosa verso una teca, l’aprì, fece scorrere la mano dalle dita affusolate sugli oggetti sfiorandoli appena:
-Si tratta della vostra ragazza?
Girò di colpo la testa per guardarlo sorridendo ironica e Gadwell guardando la mano che passava sugli oggetti pensò che sembrava li stesse accarezzando teneramente come fossero stati la testa di un bambino.
Distolse gli occhi:
-Si tratta di un uomo.
-Chi l’avrebbe detto…
Lo stava prendendo in giro.
-Voi lo conoscete bene.
-Si chiama?
-Pinky.
La mano si fermò su un vaso, si sollevò, scomparve lungo l’abito nero.
-Lo conosco bene, è vero. E’ uno dei miei migliori clienti e la vostra idea è ottima perché apprezza molto gli oggetti antichi.
-Mai stata a casa sua?
-Mai.
-Al centro dell’atrio a colonne dorate troneggia una fontana in lapislazzulo con una donna di quarzo rosa dalle cui grosse tette, tre per la precisione, zampilla latte. Vi dice niente?
-Cosa dovrebbe dirmi?
-Che uno con gusti simili non capisce nulla di oggetti antichi.
-Se lo dite voi… Vi ha assunto per scoprire chi ha ucciso Laura?…Se siete venuto qui per indagare su chissà cosa, state perdendo tempo.
-Vado pazzo per le belle donne e perdo volentieri il mio tempo con loro.
-Peccato che io non vada pazza per gli investigatori privati…
-Un uccellino mi sta sussurrando che lavorate per Pinky.
-Non so di cosa stiate parlando.
-Io neppure ma ci arriverò, con o senza il vostro aiuto. Però una cosa è chiara. Pinky non sa che farsene delle anticaglie che gli rifilate e se le accetta è solo per crearsi un alibi nel caso la polizia scoprisse che è in rapporti con voi.
-Ridicolo.
Gadwell le si accostò, l’afferrò per un braccio e strinse strappandole un gemito…
 
 
 
…tra le rose vide un visetto circondato da una chioma rosso tiziano che lo guardava. Incantato andò verso il visetto e intanto che camminava si diceva che quella doveva essere la nuova di Pinky. Una che a guardarla ci si poteva dimenticare tutto…
-Salve!
-Salve!
Lei sbatté le ciglia, colse una rosa e se la portò al naso aspirando e intanto non lo perdeva d’occhio. Indossava un vestituccio corto corto, scollato scollato, leggero leggero di quelli che quando una donna c’è dentro sarebbe meglio che fosse nuda del tutto perché farebbe meno impressione.
-Mi chiamo Helda. E tu?
-Sam. Che ci fai qui ?
-Colgo le rose. E tu?
-Lavoro.
-Se è per questo in un certo senso anch’io.
-Lavoro piacevole?
La pupa si strinse nelle spalle e sospirò:
-Un lavoro come un altro. E il tuo?
-Rende bene.
-Se è per questo anche il mio non c’è male.
-Il bracciale che porti te l’ha fruttato il lavoro?
Lei si guardò il polso e fece una smorfia:
-Una delusione perché io ne volevo uno tutto zaffiri e brillanti e invece ecco che cosa mi ha rifilato per quello straordinario che mi sta ancora sullo stomaco… Dice che è antico e di valore ma io non ci credo e tu?
Gadwell allungò una mano, le prese il polso sottile e guardò il bracciale.
-Te ne intendi?
-Fossi in te non lo disprezzerei tanto.
-Dici davvero?
-Davvero davvero.
Lei gli sorrise, spinse il seno in fuori, la bocca pure, si mise il mignolo tra i denti e sospirò come un mantice:
-Tu non ti annoi mai?
-Quasi mai.
-Io invece quasi sempre… Il mio psicanalista dice che dipende dal fatto che sono troppo intelligente. Ti va di venirmi a trovare qualche volta?
-A fare che?
La pupa rise piegandosi in due e saltellando sui trampoli:
-Bella domanda… Ah, ah, ah…Bella domanda…
Gadwell vide un paio di corna ramificate fiorire sulla bassa e stretta fronte di Pinky…
 
 
…Viviana Mortimer detta Vivi attraversò il marciapiede affollato destreggiandosi tra il gregge. Una pupa di tutto rispetto, Vivi, scattante e tutto pepe, capelli giallo girasole, lentiggini sul naso, figuretta smilza e scattante che s’imponeva.
Infilò il portone, s’immise nell’ascensore, conquistò il pianerottolo e ticchettando come una mitragliatrice sui tacchi altissimi raggiunse la porta di Gadwell.
Tirò fuori le chiavi, esitò, le rimise in borsa, suonò il campanello. Quando Gadwell era nei paraggi conveniva essere prudenti se non si voleva rischiare di sorprenderlo a gironzolare nudo.
Sentì sbattere una porta quindi Gadwell, avvolto dalla vita in giù in un pareo nero, le comparve davanti.
-Perché suoni se hai le chiavi?
Lei entrò, gettò la borsa sul divano, si tolse le scarpe e piombò su una poltrona.
-Sembri cascato adesso dal letto.
-E’ così che è andata.
-C’è del caffè in casa?
-Vado a prepararlo.
-Lascia perdere, ci penso io. Tu intanto raduna le idee… Hai l’aria sveglia di una pecora bastonata.
…Vivi tornò portando il vassoio con le tazze piene di caffè fumante, tramezzini su un piattino e due arance nelle tasche del vestito.
-Vuota il sacco.
-Sono stata dal notaio del testamento che si chiama Godard ma lui non c’era e così ho fatto due chiacchiere con la segretaria… Lei è stata lì.
-E allora?
-Aveva urgenza di parlare con Godard ma Godard non c’era.
-A quanto pare non c’è mai.
-Era nervosissima e a un certo punto ha chiesto a Lizzie…
-Lizzie?
-La segretaria si chiama Lizzie e come ti stavo dicendo Laura Ferguson ha chiesto a Lizzie se poteva fare una telefonata ma poi ci ha ripensato… Lizzie però ha visto il numero e le sembra proprio che fosse quello della polizia. Ha però riattaccato senza parlare e poi l’ha salutata e se n’è andata praticamente correndo.
-Si direbbe incontro al suo assassino.
-Chissà perché aveva tanta fretta…Forse voleva cambiare il testamento. E’ per questo che di solito si va da un notaio, giusto? Testamenti e roba del genere. Chi è l’erede, il marito?
-Già.
-Lo conosci?
-Ancora no, ma ho intenzione di conoscerlo presto…
-Forse non è stato Pinky ad ucciderla… Ma il marito…
-Forse…

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