Romanzo a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto



Isabelle stava salendo verso il portale massiccio e intanto cadevano le prime gelide gocce di pioggia.
All’interno, il castello era come sempre surriscaldato. Isabelle non rispose al saluto di Robert, silenziosamente apparso per raccogliere l'impermeabile che aveva lasciato cadere sul pavimento e si diresse verso il salottino sulla sinistra dove sapeva che avrebbe trovato Albertine.
Sua madre era in piedi davanti al camino acceso con un bicchiere mezzo pieno in mano. Intorno, il silenzio di una casa troppo grande e semideserta.
Il castello di Chatenois contava diciotto stanze disposte sui tre piani più i due saloni del pianterreno e il grande seminterrato dove erano stati ricavati i garage e le cantine. Piccolo per essere un castello, ma grande per le persone che vi abitavano, due in tutto, madre e figlia, Albertine e Isabelle.
Il personale di servizio era più numeroso: cinque persone contando anche il giardiniere che viveva nel padiglione in fondo al giardino con la figlia Camille, una ragazza di sedici anni con l’ambizione di fare l’attrice.
Subito dopo la morte di Peter Charles, per tacito accordo Isabelle e Albertine avevano suddiviso il castello in due zone ben precise allo scopo di evitare incontri. Si detestavano. E adesso che non c’era più Peter Charles a fare da cuscinetto temevano entrambe di non riuscire a controllarsi quel minimo necessario imposto dalla buona educazione.
Così, quando Isabelle entrò nel salottino che in base a quel tacito accordo era territorio di Albertine, quest'ultima intuì subito che la
figlia aveva da dirle qualcosa di importante. E di spiacevole,
naturalmente: le rare volte che Isabelle le parlava era sempre per dirle qualcosa di spiacevole.

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