Romanzo a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto

"Ciao, Isabelle. Vuoi bere qualcosa?"
"Basta un'alcolizzata in famiglia."
Albertine sorrise con distacco, ignorando l’offesa. Il primo bicchiere la metteva sempre di buon umore risvegliando in lei un grande desiderio di pace e disponendola nel modo migliore verso il mondo intero: compresa sua figlia Isabelle. Alzò il bicchiere verso di lei in un muto brindisi e bevve buttando la testa all’indietro, fino a vuotarlo completamente. Poi prese la bottiglia posata sopra il camino, lo riempì di nuovo e mentre lo faceva domandò in tono gentile, "Volevi parlarmi, cara?”, sulla mano di Albertine, stretta intorno al bicchiere, brillava il suo smeraldo preferito: quadrato e perfetto tra i brillanti della montatura antica.
"Hai parlato tu a Ronald Ross del testamento?", le domandò in tono brusco Isabelle.
"Non ricordo di averlo fatto", rispose Albertine portando il bicchiere alle labbra.
Bevve piano. Le piaceva prolungare quel momento fatato, quando la tensione accumulatasi nel corso della giornata era ancora lì tutta intera, ma ormai in procinto di svanire nella soporifera sensazione di benessere che l'alcool le procurava.
“Sembra che quel tipo con le sue mille domande non ti dia nessun fastidio”, osservò Isabelle cupamente.
"Immagino stia facendo il suo lavoro e poi a che servirebbe ribellarsi? Nessuno può impedire che l'inchiesta segua il suo corso. Nemmeno tu."

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