Romanzo
a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto
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a tutti i costi portargli la colazione a letto e tutto, caffè, succo di frutta, marmellata e burro e croissants era finito sulle lenzuola candide e sul pigiama di seta grigia che aveva invano tentato di pulire con il tovagliolo. E le favole che lui le raccontava, le mille domande alle quali non mancava mai di dare una risposta rassicurante e chiara, i sorrisi, la voce profonda abituata alle intonazioni del comando che sapeva essere carezzevole, lo sguardo naturalmente glaciale che diventava dolce e tenero quando si posava su di lei... Era entrata per cercare i ricordi ma ora quei ricordi facevano male e il nodo alla gola era tornato a stringerla così forte che le toglieva il respiro. Aveva adorato suo padre e lui aveva adorato lei, era lei la persona che più aveva contato nella sua vita. Certo non Albertine che l'aveva sempre tradito, costringendolo ad allontanarsi sempre più per cercare conforto tra le braccia di donne che non lo meritavano, ne' erano in grado di apprezzarlo. Si alzò dal letto, andò al cassettone, aprì piano il primo cassetto e restò a guardarne il contenuto che nessuno avrebbe mai più indossato. Sfiorò un maglione morbido e tiepido come se fosse stato sul corpo di lui fino a un momento prima. Era piena d'amore e anche di odio, rabbia, rancore contro il destino cieco e crudele che aveva permesso la morte di un uomo meraviglioso, privandola dell'unica persona che mai l'avesse amata. Le dita sottili, brune e forti accarezzavano disperatamente la superficie morbida del maglione e poi, di colpo, si fermarono. Avevano sentito qualcosa di diverso e duro tra la lana morbida. Cercarono rapide ed esperte come quelle di una ladra, si chiusero intorno a qualcosa: un orecchino. |
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