Romanzo a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto

L'estate non era ancora finita e già il vento soffiava in gelide folate che sapevano di mare e di neve. Tra le nubi basse si aprivano abissi candidi e abbaglianti in fondo ai quali lo sguardo annegava in minuscoli spicchi di cielo turchino. L'aria fredda disegnava i contorni delle cose con la crudele precisione di un bisturi.
I rami quasi completamente spogli sembravano cristallizzati e lontano, all'orizzonte, l'oceano montava impazzito abbattendosi con onde lente, potenti e rabbiose sulla riva sassosa.
All'interno della macchina faceva caldo: Isabelle, che era freddolosa, aveva acceso il riscaldamento al massimo. Guidava con le labbra strette e lo sguardo fisso davanti a sé, diretta a Rivebelle, ripensando al colloquio con Ross. Colloquio sgradevole. Quell'uomo non le piaceva. Dal giorno in cui era arrivato a Chatenois portandosi dietro una sensazione di sciagura imminente, Isabelle aveva fatto il possibile per evitare ogni contatto diretto con lui. Fino a quel giorno.
Mentre guidava verso Rivebelle si domandò perché l'incontro con Ronald Ross l'avesse sconvolta a quel punto. Dopotutto aveva ragione, quello era il suo lavoro: avrebbe dovuto essergli grata invece che avercela con lui. Se c'erano dei punti oscuri sulla alla morte di suo padre, non sarebbe stato giusto desiderare che fossero chiariti? Se davvero suo padre era stato ucciso lei, che tanto l'aveva amato, non voleva che il colpevole venisse punito? Ross era a Chatenois per questo e lei avrebbe dovuto collaborare con lui, cercando con lui le risposte alle troppe domande che non ne avevano. Ma le cose non stavano così: quello che lei voleva era lasciarsi alle spalle il dolore di quella perdita. Sapeva di non poter dimenticare, ma almeno avrebbe voluto non pensarci e finché ci fosse stato in giro Ross con le sue domande questo non sarebbe stato possibile.
Girò per un momento la testa verso l'oceano giallo sporco e immaginò Le Solitaire. Le grandi vele candide gonfie di vento che andavano verso l'orizzonte e il mare che cantava: dolce, sommesso, odoroso di salsedine e senza fine. Vide gli occhi di ghiaccio di suo padre, i capelli biondi che sembravano bianchi, il torso poderoso brunito dal sole e ne sentì' la voce profonda e un poco rauca.

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