Romanzo
a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto
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CAPITOLO 2 Gilbert Saint Loup lavò accuratamente le mani, le porse all’infermiera per i guanti quindi tenendole sollevate all'altezza delle spalle come se dovesse benedire un invisibile penitente raggiunse la sala operatoria. La donna anestetizzata che giaceva supina e assolutamente indifesa sul lettino sembrava porgere alle sue mani guantate il viso dalla pelle cascante e le palpebre gonfie. Gilbert incise, tirò, tagliò, cucì rapido e preciso. Presto il viso segnato e stanco di donna non più giovane che le sue mani stavano rimodellando sarebbe risultato piacente e fresco come quello di una trentenne solo un pò vissuta. Alix Kodaly lo aspettava nello studio. La sua pelle color dell’avorio sembrava risplendere della luce opaca di un opale. "Mio amore. Stanco?", il fascino erotico della voce gutturale era esaltato dall’accento straniero. Si alzò dalla poltrona con una mossa impudica, andò incontro a Gilbert, gli prese il viso tra le mani e lo baciò sulla bocca fissandolo negli occhi. Le braccia di lui si alzarono, le cinsero la vita esile, scesero ad accarezzarle sotto il vestito il bordo ricamato delle calze e sostarono sulla pelle nuda delle cosce. Alix sospirò. La porta venne aperta e poi sbattuta. Nella stanza era entrata Isabelle van Hatten. "A quanto pare non sono opportuna", disse Isabelle guardando la coppia. La sua voce era più aspra del solito. "Quando mai sei opportuna?" Gilbert si allontanò da Alix che tornò a sedere in poltrona. Accavallò le gambe, accese una sigaretta senza aspettare che lo facesse Gilbert: quando c'era Isabelle inutile contare su certe piccole adorabili attenzioni da parte sua. Se non amava più la donna che era ancora per legge sua moglie, era però da lei soggiogato e la sua presenza lo catapultava in una dimensione dalla quale Alix era esclusa. |
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