Romanzo a puntate
La figlia del vento
di
MariaGrazia Transunto

Fissandola attraverso il fumo della sigaretta cercò di scoprire il segreto del suo fascino innegabile.
Isabelle non era bella. Non era dolce. Non era femminile. Non era neppure simpatica. Aveva occhi troppo neri dallo sguardo inquietante sotto sopracciglia troppo spesse. In lei tutto era eccessivo. Eccessiva la magrezza, eccessiva la massa di capelli, eccessivi gli zigomi sporgenti e la bocca troppo grande. C’era in lei qualcosa che sgomentava.
Cosa pensasse Isabelle era facile saperlo perché non faceva nulla per
nasconderlo, specie quando i pensieri che esprimeva potevano essere offensivi per chi ascoltava. Come in quel momento.
"Sei più stupido di quanto pensassi."
"Mi giudichi stupido perché ho rinunciato a una moglie insopportabile?"
"Perché perdi il tuo tempo con quella bambola rifatta. E costosa."
Parlava come se Alix non fosse stata nella stanza. Alix socchiuse gli occhi aspirando il fumo della sigaretta: Isabelle sarebbe stata felice se fosse intervenuta per difendersi scatenando una rissa. Se si fosse esposta alla sua lingua tagliente, avrebbe potuto aspettarsi gli insulti più sanguinosi: Isabelle era famosa per la totale assenza di controllo. Scelse di tacere.
"Gelosa?", domandò Gilbert sorridendo e Alix sorrise a sua volta. Era bellissimo e suo. Isabelle non l'avrebbe avuto mai più.
"Sei così fatuo. Vuoto. Ridicolo. Davvero pensi che possa essere gelosa della tua pupattola troppo perfetta?"
"Le donne come te sono sempre gelose. Di chiunque."
"Immagino tu non sappia cosa sia la gelosia, invece, visto che sei innamorato di te stesso."
"Cosa sei venuta a fare? Non mi pare che avessimo un appuntamento." All'improvviso non aveva più voglia di scherzare.

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